Crescono ancora gli infortuni

Crescono ancora gli infortuni in provincia di Venezia. Dagli 11.700 eventi del 2023, il 2024 ne segna 12.011.

Una piaga a cui è necessario mettere al più presto freno è evidente come il piano strategico per la tutela della salute e sicurezza redatto dalla Regione Veneto sia un fallimento totale, senza risorse e senza un disegno politico che metta al centro la tutela della vita delle persone. Oltre alle parole di circostanza che ascoltiamo dopo ogni grave infortunio o morte sul lavoro non c’è alcun concreto intervento.

A Venezia come in tutto il Veneto si sceglie di mettere davanti il profitto alla vita delle lavoratrici e dei lavoratori. Risulta del tutto inutile fare grandi proclami sulla formazione con questi numeri senza mettere in discussione il nostro sistema di sviluppo territoriale che si basa su precarietà, ritmi sempre più insostenibili e l’idea diffusa che la sicurezza sia un costo inutile e una mera formalità burocratica da assolvere.

Il primo dato è quello che vede un aumento degli infortuni delle lavoratrici e dei lavoratori con cittadinanza Extra-UE. Dato che va rapportato al numero di persone che percepiscono un reddito da lavoro, storicamente in maggiore aumento per chi viene da fuori Europa (tra il 2022 e il 2023 i lavoratori extra ue sono aumentati del 7%, con un aumento delle settimane lavorate del 7,5%, contro a un aumento del numero di lavoratori italiani e comunitari del 1,3% e delle settimane lavorate dell’1,5%). Resta un dato da considerare il fatto che nel 2023 il tasso di infortuni tra lavoratrici e lavoratori extracomunitari fosse del 3,8% contro il 2,5% dei lavoratori comunitari. Tra i cittadini non italiani, il maggior numero di infortuni nel 2024 si registra tra i cittadini del Bangladesh (329), della Romania (280) della Moldavia (257), del Marocco (255) e dell’Albania (249).

Il maggior numero di infortuni avviene nella fascia d’età compresa tra i 46 e i 60 anni, ma in termini relativi il maggiore aumento nel numero di infortuni si ha nella fascia degli under18 e degli over60. Analizzando il dato degli under18, escludendo gli infortuni scolastici (coperti dall’INAIL), vediamo che nel 2023 vi sono stati 106 infortuni di lavoratori minorenni nell’industria e nei servizi, nel 2024 sono stati ben 171.

Vi è stato, nel 2024, un calo degli infortuni in itinere di mezzo punto percentuale, che ha visto di contro un aumento del 3,38% degli infortuni sul posto di lavoro.

La maggior parte degli infortuni che riguardano il macrosettore “industria e servizi”, continuano ad essere nel terziario, mentre proprio nell’industria si evidenzia un aumento del 5,83% rispetto all’anno passato.

La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro rappresentano un pilastro imprescindibile, non è possibile prescindere dai dati che evidenziano una situazione molto più drammatica e diffusa di quanto emerge quotidianamente. Non mancano certo i fatti di cronaca, che spesso riguardano le tragedie o le tragedie sfiorate, come quanto accaduto pochi giorni fa al Porto di Venezia.  

È evidente che vadano potenziate le risorse dedicate alla prevenzione. Nell’ULSS3 Serenissima c’è una fortissima carenza di tecnici dello SPISAL, che garantiscono l’attività su tutto il territorio veneziano. In una situazione di discutibili scelte di natura economica, le carenze di organico sono aggravate da una fuga del personale che prosegue da anni. I tecnici devono oltretutto spostarsi sull’intero territorio, non essendo organizzati per zone, come accade altrove. Fatto ancor più rilevante se si considera l’estensione e la conformazione del territorio. Una situazione simile riguarda l’Ispettorato del Lavoro, anch’esso in una situazione di forza carenza d’organico.

La prevenzione nel nostro Territorio è una formalità l’investimento in salute e sicurezza è un adempimento burocratico. Deve essere la Regione a dare il segnale di un cambio di rotta, della volontà politica di mettere fine alla strage. Senza un vero coinvolgimento di tutte le parti, senza un confronto sugli strumenti applicabili concretamente per migliorare le condizioni di lavoro, siamo destinati a vedere crescere il numero di famiglie che pagano le conseguenze degli infortuni.

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