Morire, o subire gravi infortuni sul lavoro non è normale. Sembra paradossale doverlo dire, ma di fronte all’inizio del 2025, di fronte ai due lavoratori che hanno perso la vita in meno di trenta giorni nel nostro Territorio, sembra necessario ripetere che è inaccettabile.
Esprimiamo il nostro cordoglio e la più profonda solidarietà alla famiglia del giovanissimo lavoratore che oggi ha perso la vita a Chioggia. È il tempo di agire concretamente, le istituzioni e la politica sono in evidentemente in ritardo rispetto ad una strage che non accenna a fermarsi, ma che anzi negli ultimi anni sta registrando un numero sempre più alto di infortuni. Non parliamo solo di quelli mortali, triste evidenza. Nel nostro Territorio, ogni anno, 3 lavoratori ogni 100 sono vittime di un infortunio, spesso con conseguenze permanenti sulla qualità della vita e sulla capacità di lavorare. Di fronte a ciò la Regione si ostina a non voler disporre, con la massima urgenza, un nuovo piano (e maggiori risorse) dedicato alla prevenzione degli infortuni.
Abbiamo inviato una richiesta formale al Prefetto per convocare un tavolo tra tutte le parti. Il Prefetto in questo momento è l’unica autorità in grado di coordinare un fronte comune che abbia come obiettivo l’azzeramento delle morti e degli infortuni. Non considerare fondamentale la salute e la sicurezza sui posti di lavoro, a fronte dei dati, significa essere complici di questa strage continua.
La Regione e le Istituzioni attivino al più presto un piano rivolto al contrasto e alla prevenzione degli infortuni sul lavoro, in assenza del quale saremo costretti a mettere in campo ulteriori iniziative di protesta.
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