Come CGIL Venezia riteniamo incomprensibile che la Rai dia seguito alla scelta di abbandonare Venezia svendendo il patrimonio immobiliare.
La vita di una città passa anche dalle lavoratrici e dai lavoratori che vi fanno base. È un ragionamento valido anche per la Rai, che ha oltretutto la responsabilità di avere una sede così prestigiosa come Palazzo Labia. Una responsabilità che si traduce nella valorizzazione nei confronti delle cittadine e dei cittadini, che in questo caso passa anche dal ruolo di presidio informativo.
Il Sindaco e la Regione, nell’interesse della Città, fermino questa vendita. Serve un segnale contrario al continuo abbandono da parte delle Istituzioni di pezzi della storia di Venezia e del nostro Paese. Di fronte ad un interesse sempre maggiore dei privati, il pubblico non può gettare la spugna. Ricordiamo, in questo caso, le parole del’ex ministro della cultura, di Zaia e del Sindaco, che un anno fa esprimevano un parere contrario alla vendita e l’individuazione di soluzioni alterative.
Venezia è e deve rimanere una capitale culturale, dove il patrimonio di conoscenze di migliaia di lavoratrici e lavoratori della cultura, dell’informazione, dell’indotto culturale viene valorizzato come dovrebbe e non schiacciato dalla pressione dell’economia della rendita e dei servizi a basso valore aggiunto.
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